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1月30日 Discussione su test...Fateloooooo
1月29日 Discussione su divertente
1月28日 "My heart will go on" (Celine Dion)
Every night in my dreams 1月16日 Nn c'è storia: l'ho spenta!
1月10日 ke bll i bambini!!!12月26日 Discussione su Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo: gli errori!
Citazione Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo: gli errori! 12月25日 ...12月18日 ...12月17日 A Carolina...Per tt qll ke hanno creduto ke nn fosse all'altezza, per tt qll ke hanno pensato ke nn ce la potesse fare, in qst gg Carolina Kostner è riuscita a dimostrare il contrario, unica italiana in gara, l'altoatesina ha saputo confermare il terzo posto dell'altro ieri con un performance pulita e senza cadute concludendo la finale del Gran Prix con 178, 93 punti. 11月26日 25/11/2007 ApasionataFinalmente qst attessissimo 25!!! ke gg e micia?!? prima alle prese con un treno ke tra un po ci lasciaca a terra, poi con jeans da 400 euro e finalmente qst datch forum ke sembrava nn riuscissimo a raggiungere...ihih...qnd finalmente siamo riuscite nel nostro intento e a posizionarci qs in prima fila...tra tanti man in black...ahah...gli mancavano giusto gli okiali scuri...e mary?!? e un sacco di omini dll zukero filato, noccioline, pop-corn, etc. in particolare proprio qll dei pop-corn ke ci ha rotto fino alla noia, ma qnd ci siamo decise a prenderli nn si è più ftt vivo!!! dopo un' ora e un quarto d'attesa!!! finalmente la musiketta ke ormai aveva decisamente stuccato ha smesso...e partita la colonna sonora si sono intravisti dei bllx cavalli andalusi e da li è iniziata "apassionata for seasons" il più bel galà di cavalli d'europapiù di 50 cavalli tt davvero stupendi...ma qll ke preferisco sn i frisoni!!! trp crino anke il pony shetland!!! e anke tt bravi artisti, ballerini, fantini, amazzoni, volteggiatori, volteggiatrici e naturalmente i cavalli ke ballavano a tempo di musica!!! prima o poi farò ank'io volteggio, è trp bll...anke se c'è già qlcn ke nn è molto invogliato di vedermi fare strane acrobazie su un cavallo...ufffff... per nn parlare di arndis halla una cantante lirica islandese molto famaosa ke ha una voce davvero incredibile!!! kissà se si è capito ke mi è piaciuto un sacco!!! ihih... trp divertente anke il viaggio di ritorno all'insegna di tipi sospetti e foglietti di arte... ahhhhhhhhhhh...informazione a contenuto strettamente riservato!!!ihih...micia io e mary stiamo tramando qlcs!!! bacini giù p.s. mary grz di tt
![]() 11月14日 1000 visite!!!10月25日 "All for love" ( Bryan Adams, Sting, Rod Stewart)
When it's love you give 10月20日 "Quando si realizzano i sogni..."Il suono delle lame che scorrono sul ghiaccio, la corsa col vento, il silenzio di un salto e il suono pulito, uniforme del pattino che atterra leggero sulla pista, la musica che ti trasporta sulle sue note, continuando ad aumentare velocità senza farci più caso, per questo Kimberly amava il pattinaggio, per le sue figure armoniose, a volte complesse, ma sempre molto coinvolgenti. Sin da piccola aveva abitato in una casetta nel Quebec. Davanti ad essa si trovava un piccolo lago, ma grande abbastanza per diventare in inverno un’ ampissima pista di pattinaggio, sicura e davvero bella. Infatti a lei piaceva molto pattinare ore e ore in quei freddi pomeriggi invernali, cercando di copiare tutte quelle pattinatrici che tanto l’avevano affascinata durante i loro spettacoli convinta che un giorno sarebbe diventata brava come loro. Come ogni anno, nel suo villaggio, si sarebbe disputata la gara di pattinaggio e molti erano spesso impegnati con gli allenamenti, ma al contrario di come si potrebbe pensare, li i partecipanti non disponevano di allenatori, infatti vi poteva partecipare chiunque indipendentemente dalla sua bravura. Kimmy, comunque, non aveva mai partecipato, era davvero molto brava, ma a suo dire non quanto bastava per poter fare almeno una bella figura, ma quell’anno per lei sarebbe cambiato molto e i suoi sogni si sarebbero finalmente realizzati. Mentre pattinava, un pomeriggio, un suo amico la raggiunse di corsa per darle una grande notizia: sarebbe venuta a consegnare i premi della gara la campionessa del mondo Jackie Haward che per caso sarebbe stata di passaggio li da loro proprio in quel periodo. Kimberly non poteva credere a quello che aveva sentito, sarebbe stata una grande opportunità conoscerla, anche se l’unico modo sarebbe stato partecipare alla gara, ma non sarebbe stata sufficientemente pronta per arrivare prima; i suoi pattini ormai erano vecchi e consumati e non le avrebbero fatto fare una bella figura; non aveva il costume adatto; inoltre non si era preparata adeguatamente all’evento e ormai mancava solo una settimana, non avrebbe mai fatto in tempo. Salutato l’amico, si lanciò sconfortata in una sfrenata corsa, ricca di delicate figure non potendo fare a meno di pensare in continuazione a quell’opportunità così unica, eppure alla quale avrebbe dovuto rinunciare. Poco dopo, però, dovette smettere di pattinare a causa della neve che soffice scendeva dal cielo tornando ad imbiancare i tetti delle case e le strade, per la gioia di tutti i bambini che erano usciti nuovamente dalle loro abitazioni aspettando impazienti di potervi giocare. Kimberly, nel frattempo, era andata a fare una passeggiata nel bosco li vicino e mentre camminava immersa nel silenzio, interrotto solo dal vento, non poté fare a meno di udire come dei campanellini, più passava il tempo e più li sentiva vicino, ma non poteva scorgere nessuno. Ben presto delle risatine si aggiunsero al dolce suono di quei sonaglietti, ma ancora non poté vedere nessuno. Presto si sarebbe fatto buio, quindi, prese la via del ritorno. All’indomani, dopo un’ abbondante colazione, uscì di corsa per andare a pattinare e trovò sull’uscio della porta dei pattini nuovi dalle lame bianche avvolti da un grande fiocco e un costume della sua misura anch’esso bianco. Subito rientrò in casa per ringraziare i genitori per quel magnifico regalo, ma quelli le dissero di non averlo fatto. Allora andò dai suoi amici, ma anch’essi le risposero di non essere stati a farle quel dono. Così contenta e stupita allo stesso tempo andò a provare i suoi pattini nuovi. Il giorno seguente, trovò, sempre sull’uscio della porta un altro paio di pattini dalle lame trasparenti, come fatte di ghiaccio e un costume che non faceva intravedere nulla dove la copriva, eppure era come trasparente, ed anche questa volta nessuno le seppe dire da dove provenissero quei doni. Il giorno dopo ancora trovò al solito posto altri pattini, ma dalle lame d’argento e un costume bianco dalle striature argentate. Più stupita dei giorni prima, essendosi rimessa i pattini vecchi per non rovinare i nuovi, tornò a pattinare, ma straordinariamente la pista era deserta. Come iniziò a scaldarsi incominciò a cadere una neve finissima, accompagnata da una lieve brezza, quando all’improvviso le lame dei suoi pattini incominciarono a luccicare e intorno a se vide tante piccole fatine bianche anch’esse munite di pattini che pattinavano nell’aria, insieme ai fiocchi di neve. Non poteva credere ai suoi occhi. Eppure stava accadendo davvero. Ecco che ricominciò a sentire nuovamente il suono di quei campanellini e quelle dolci risatine. Le fatine le si posero davanti e cominciarono a mostrarle meravigliose coreografie fino ad insegnargliele. Così dopo quell’incontro corse ad iscriversi alla gara, alla quale aveva tanto desiderato partecipare e continuò ad allenarsi con le sue nuove amiche fino al giorno del evento tanto atteso. La prima competizione avvenne all’alba e Kimmy indossò il costume e i pattini bianchi. Era molto tesa, l’avrebbero vista tutti, i suoi genitori, gli amici, i conoscenti, sarebbe stata giudicata e soprattutto avrebbe finalmente conosciuto la pattinatrice che tanto l’aveva affascinata con i suoi meravigliosi programmi. Partita insieme alla musica, il sole iniziò a sorgere e il suo costume bianco assunse una tenue sfumatura arancione e fu come se i raggi del sole colpissero solo lei, tanta era la luce e il calore che emanava, calore che toccò gli animi di tutti, tanto erano presi dalla sua magnifica esibizione. La seconda prova avvenne in tardo pomeriggio e come Kimberly, che aveva indossato i pattini dalle lame e il costume trasparenti, entrò in pista, tornò a nevicare finemente e mentre pattinava, tutto intorno a loro divenne dal colore candido. Era come se stesse pattinando con i fiocchi di neve ed emanava una luce bianca, così lucente che pareva un raggio di sole tra la neve. La terza gara si disputò di notte. La luna piena illuminava le strade, l’aria si fece più fredda e di colpo smise di nevicare. Quando arrivò il turno di Kimmy, le luci che illuminavano la pista si spensero e con grande stupore da parte di tutti ella incominciò la sua esibizione. Attraverso il suo costume argenteo rispecchiava la luna. Ecco che i contorni del suo costume brillavano di una luce lunare; le lame dei pattini luccicavano straordinariamente ed era come se stesse volando sul ghiaccio. Tutti cominciarono ad udire graziose risatine e dolci campanellini suonare, che insieme ad una delicata brezza diedero vita ad una meravigliosa melodia. Le stelle brillavano come non mai. Ecco che Kimberly aveva realizzato il suo più grande sogno. Il suono delle lame che scorrono sul ghiaccio, la corsa col vento, il silenzio di un salto e il suono pulito, uniforme del pattino che atterra leggero sulla pista, tu che diventi un tutt’uno con la musica muovendoti all’unisono con essa, i pattini che paiono volare sul ghiaccio e, perché no, qualche fatina che spruzzando un po’ di magia da un tocco in più alla tua fantasia. "Giù" 10月12日 Anfitea e Selene: due ragazze per il mondoAl tempo degli dei dell’Olimpo, dei re che spadroneggiavano sul mondo e dei grandi condottieri, due fanciulle, Selene e Anfitea, originarie della Tessaglia, viaggiavano da sole e armate, per difendersi e per difendere e aiutare tutti quelli che avessero avuto bisogno di loro. Anfitea aveva avuto sin da piccola dimestichezza con le armi, infatti i suoi fratelli maggiori essendo a capo di una rivolta per liberare il loro villaggio dalla dittatura che incombeva, avevano insegnato alla sorella l’uso delle armi, affinché li potesse aiutare nel loro intento, con successo. Da lì Anfitea decise di viaggiare per aiutare chi avrebbe avuto bisogno di lei. Più viaggiava e più la sua fama cresceva e dovunque andasse veniva acclamata come l’invincibile tanto era la sua bravura. Aveva sconfitto molte armate grazie anche all’aiuto di guerrieri valorosi tanto quanto lei, aveva protetto molti villaggi, risolto incomprensioni tra popoli, tanto che molti la volevano a capo del loro esercito, mentre altri speravano di non incontrarla mai sul loro cammino se malfattori. In uno dei suoi tanti viaggi si trovò ad aiutare una ragazza, Selene, che era costretta a lavorare come serva in una locanda, dove veniva trattata malissimo e fatta lavorare a ritmi impossibili. Avvenne che Anfitea entrò nel locale di un villaggio per riposare dopo un lungo cammino, ma nel mentre che era li vide il modo con cui veniva trattata una serva e decise di accorrere in suo aiuto. Si avvicinò al suo padrone e lo invitò a comportarsi meglio, ma questo, fingendo di non aver sentito, continuò a maltrattare la ragazza, finché, giunto alla seconda esortazione, reagì male accanendosi contro Anfitea, che fu costretta a difendersi. In poco tempo il malfattore si ritrovò a terra privo di sensi e quelli che molto probabilmente erano i suoi amici, rinunciarono ben presto all’idea di aiutarlo e afferrata la mano della ragazza, la portò via da quel posto. Nel mezzo di un bosco avvennero le presentazioni tra le due ragazze, Selene, decise di regalare ad Anfitea, per sdebitarsi dell’aiuto, un pugnale che le era stato affidato dal padre ormai morto e insieme decisero che d’ora in avanti sarebbero state l’una la compagna d’avventura dell’altra. Anfitea accettò molto volentieri quel dono, ma non poté fare a meno di chiedere a Selene il perché, munita di quell’arma, non si fosse mai difesa dai maltrattamenti del suo padrone e lei rispose che anche se fosse riuscita a farsi giustizia e a scappare non avrebbe saputo dove andare, dato che ormai non le rimaneva più nessuno. Così Anfitea insegnò all’amica l’uso della spada e a sapersi difendere. Insieme affrontarono molti pericoli, tante vicissitudini, parecchie difficoltà, ma come sempre ne uscirono vittoriose. Ormai erano come sorelle, la vita dell’una era quasi completamente legata a quella dell’altra, viaggiando insieme erano poche le volte che si dividevano e sapevano di poter contare sulla loro amicizia per qualsiasi cosa. In una delle loro imprese si trovarono a gestire la rivalità tra due villaggi confinanti, che si contendevano da tempo una fonte dalla quale attingere acqua. E la cosa non fu per niente facile, soprattutto per le due ragazze che, oltre a cercare di sistemare le cose, dovettero affrontare un’impresa ancor più grande: salvare la loro amicizia. Tra gli abitanti dei due villaggi si era messa in mezzo la dea Discordia, dal quale nome si capisce a cos’era dovuta la sua fama, senza che essi lo sapessero. Infatti il suo scopo era proprio quello di far scoppiare un aspro dissapore, tanto per il gusto di combinare guai e preoccupata per l’arrivo di Anfitea e Selene, incominciò ad escogitare qualcosa che potesse mandare a monte i loro buoni propositi. Intanto le due ragazze, chiamate dal villaggio più a sud della fonte per essere aiutato nell’affrontare quello che sarebbe stato presto un duro scontro, andarono a parlare con la gente dei due villaggi per cercare di capire le ragioni che spingevano loro a far scoppiare una guerra e per cercare di farli ragionare,con successo dato che riuscirono a prendere tempo. Nel mentre che le due ragazze ragionavano sul da farsi per far riappacificare i due villaggi, Discordia, senza farsi vedere, si intrufolò tra loro e cominciò a mettere zizzania. Così Anfitea e Selene cominciarono a discutere, fino a litigare: Selene cominciò ad accusare l’amica di non farla mai decidere su questioni importanti, di non farla partecipare ai quei pochissimi viaggi trascorsi da sola, con a suo dire la stupida motivazione di volerle risparmiare grandi pericoli, quando avrebbe potuto benissimo aiutarla a raggiungere la sua abilità durante un combattimento. Anfitea, invece, si lamentò del fatto che per molte imprese Selene era stata quasi un peso, per cercare di difenderla e di insegnarle tutte quelle cose, che secondo lei ci aveva messo troppo tempo ad imparare. Entrambe cominciarono a rinfacciarsi tutte le cose che a cui avevano rinunciato l’una per l’altra e tutte le cose che avevano fatto. Comunque ormai si erano impegnate a portare avanti una missione e dovevano farlo, con la promessa che le loro strade si sarebbero subito dopo divise. Il giorno seguente riunirono la gente dei due villaggi e cominciarono a parlare loro, spiegandole quanto fosse sciocco scatenare una guerra per contendersi una fonte d’acqua, quando con un po’ di organizzazione avrebbero tutti potuto usufruire di quel bene prezioso. Ma quelli si rifiutarono di venire a compromessi l’uno con l’altro e tanto più con loro, che si erano messe a litigare per futili motivi, ovvero per cercare di emergere l’una sull’altra su quello che avrebbe dovuto metterli d’accordo e quindi a loro parere, esse, sarebbero state solo deleterie, sia per cercare di riappacificare i due villaggi, che per aiutare uno dei due durante il combattimento. Così, entrambe, cominciarono ad odiarsi, per aver sempre creduto di poter fare affidamento su una persona di cui in realtà non avrebbero mai dovuto fidarsi, dato che dalla litigata emersero discorsi di interesse, parole pesanti e in particolare Selene capì di essere stata solo ed unicamente un peso per Anfitea. Così dispiaciute, ma soprattutto arrabbiate, decisero di dividere le loro strade una volta per tutte e di abbandonare quella missione così strana, priva di senso, di lasciarsi alle spalle quella vicenda venuta a galla per un uno stupido motivo, così assurdo, impensabile, così come lo era stata la loro storia, ormai sentivano quel fatto così lontano quanto vicino, era come se fosse irreale, come se non fosse mai successo, eppure, non erano più insieme, non avevano una meta e soprattutto provavano un grande senso di disprezzo, odio, dolore, per quell’amicizia infranta, amicizia che non c’era mai stata, per quello che avrebbero potuto fare per quella gente che lottava per avere poco e tanto, che poteva vivere in armonia, eppure combatteva senza neanche sapere il perché. Orami era notte ed entrambe si arrangiarono un giaciglio nel bosco nel quale si trovarono. Subito parve loro che il tempo si fosse fermato, che i minuti fossero ore e i secondi lunghissimi, interminabili minuti e poi si addormentarono. Improvvisamente arrivò l’alba, tutte e due si trovarono sugli argini di un fiume, con una spada in mano, accanto a loro Discordia che le aizzava l’una contro l’altra, portandole alla memoria tutti quei bei momenti passati insieme raccontati da parole acide, cattive, scontrose, che li faceva apparire come odiosi, insopportabili suoni che rompevano i timpani tanto erano forti. Così, Anfitea e Selene si trovarono faccia a faccia e senza neanche pensarci si scagliarono l’una sull’altra a colpi di spada. Le lame scintillanti ai primi chiarori dell’alba risuonavano in tutta la vallata circostante, anch’essi suoni forti, ogni colpo rimbombava loro in testa, più andavano avanti e più venivano stordite. Ogni colpo sembrava dovesse essere l’ultimo eppure si accorgevano di stare lottando con qualcosa di molto piccolo e insidioso, che stava dietro di loro, ma che non riuscivano ne a vedere ne a colpire. Quando ad un certo punto, quello che sarebbe dovuto essere uno dei tanti suoni ormai familiari si fermò improvvisamente. Le due ragazze si guardano ed entrambe pronunciarono sottovoce il nome dell’altra: la spada di Anfitea aveva colpito Selene dritta allo stomaco. Anche quelli furono minuti interminabili. Anfitea ebbe giusto il tempo di tirare indietro la spada prima di vedere quella che era stata la sua migliore amica cadere a terra in fin di vita. Guardò la spada insanguinata e colta dalle lacrime, fece uscire dalla sua bocca un urlo, un grido di disperazione, di paura, si sentiva confusa, non voleva credere a quello che aveva fatto, era la sua amica, la migliore amica che avesse mai avuto, aveva la testa che le scoppiava e cadde in ginocchio accanto a Selene. La sollevò come poté e piangendo sussurrò: "Perdonami amica mia"<><> e lei rispose: "Io ti perdono" <><> . Anfitea rimase a guardare Selene morire e sentendosi il cuore farsi in frantumi prese il pugnale che aveva dato inizio alla loro amicizia e si colpì dritta al cuore, cadendo sull’amica. Ecco che quello che l’amicizia aveva unito, era stato separato dagli dei, ma il distino aveva fatto si che quel sentimento non fosse mai svanito. Ma non poteva finire così, non sarebbe stato giusto, non poteva vincere Discordia, non doveva, soprattutto perché l’avrebbe avuta vinta su quei villaggi che stavano per far scoppiare una guerra per un motivo veramente stupido, perché non sarebbe stato giusto privare il mondo di due ragazze così coraggiose, pronte a rischiare tutto pur di aiutare chi ne aveva bisogno e così fu. Improvvisamente Anfitea e Selene si svegliarono, erano esattamente dove si erano addormentate la notte prima, non potevano credere di essere ancora vive, così come non potevano credere di aver sognato. Immediatamente corsero a cercarsi e una volta ritrovatesi, si chiesero scusa e si interrogarono su come fosse stato possibile che si fossero odiate, ma ormai avevano capito che c’era di mezzo la dea Discordia, quindi tornarono a far visita a i due villaggi e spiegarono alla gente il motivo per il quale avevano litigato e qual’era la vera ragione per la quale loro erano spinti a darsi addosso gli uni contro gli altri, inoltre ci tennero a dire che la vera amicizia, quella che si prova nel profondo, riesce ad abbattere ogni barriera, trionfando sempre in tutte le difficoltà e che l'unione fa la forza. "Giù" 9月17日 "Frutto d'inverno"Tra tt le cavolate ke mi hanno detto, tra tt le cose più assurde, strampalate, strane, insolite, ambigue per la mia data di nascita o età,qll di sta mattina le ha superate tt!!! E soprattuto sparata da una xsona ke veramente le supera tt, poi bisogna vedere...la mia prof di disegno, ke nn ha fatto altro ke dire cavolate tt il tempo...insomma: mi ha definita frutto d'inverno xkè sono nata a fine dicembre, ma cm sta? Vabbè almeno mi ha preso in simpatia...Solo ke dopo aver fatto la sparata del secolo, ora "la mia cara amica nina
Approposito di amike...era proprio necessario seminare pomodori e mozzarella(contenuto di 1 tramezzino) x la strada, vabbè ki doveva capire ha capito, anke se ora mi odierà a morte!!!...vero?!?
8月18日 "Fate"![]() Glitterfy.com *Glitter Graphics* ![]() Glitterfy.com *Glitter Graphics* Il mondo delle fate tra sogno e realtà...
...nel regno sconfinato della fantasia, la fata è un essere favoloso ke in virtù dei suoi poteri magici, compie opere sovrumane.
Bellissima e dotata di una voce deliziosa, può assumere mutevoli sembianze e farle assumere ad altri.
La discendenza delle fate, rivela ke sn originariamente espressioni della terra madre. Ma il flusso della storia le ha fatte risalire poco a poco dalla profondità della terra alla superficie, dove al kiarore della luna diventano spiriti delle acque e della vegetazione. I luoghi in cui appaiono rivelano kiaramente la loro origine; infatti, appaiono spesso sulle montagne, vicino ai crepacci e ai torrenti; nel più profondo delle foreste, vicino le acque rumoreggianti di un fiume o sulla sponda di una fonte.
Pronte ad intervenire nei casi umani a favore degli innocenti o perseguitati, le fate riparano torti, vendicano offese, consegnano oggetti fatati: anelli, bastoni, pietruzze, ecc. ke rendono i possessori, invulnerabili o invisibili, capaci di attraversare monti e mari, o di costruire palazzi sontuosi, ecc.
Si dice ke le fate compaiano a segnare il destino nelle epoche solenni, cm le nascite, le nozze, il capodanno.
In alcuni racconti, le fate ke visitano le culle, sn tre: due benefike e l'altra malefica: quella ke prevale, segna il destino.
Secondo alcune tradizioni bretoni, alla nascita di un bambino, si dispongono tre coperti su una tavola ben apparekkiata, collocata in luogo separato della casa, per propiziarsi delle fate.
In qualke luogo le famiglie ke cambiano abitazione, preparano la tavola o il banchetto delle fate, a fine propiziatorio.
Le fate hanno larga parte nelle tradizioni e nella letteratura di moltissimi popoli. Ke le fate del nostro folklore, nn siano altro all'origine ke le Parke romane, è certo, e lo dimostra lo stesso nome di "fata", "i destini".
Hanno ancora oggi questo nome nella maggiorparte delle lingue latine e se ne ritrova la radice nelle figure derivate da esse, cm gli innumerevoli piccoli geni creati dall'immaginario popolare.
Per capire meglio il simbolismo delle fate, bisogna risalire oltre alle Parke e Moire, alle Keres, divinità infernali della mitologia greca.
Secondo l'Iliade sembrano anke determinare la sorte, il destino dell'eroe al quale appaiono, offrendogli una scelta, da cui dipenderà l'esito malefico o benefico del suo viaggio.
![]() Glitterfy.com *Glitter Graphics* ![]() Glitterfy.com *Glitter Graphics* 8月16日 "Fields of gold" (Sting)You'll remember me when the west wind moves Upon the fields of barley You'll forget the sun in his jealous sky As we walk in fields of gold So she took her love For to gaze awhile Upon the fields of barley In his arms she fell as her hair came down Among the fields of gold Will you stay with me, will you be my love Among the fields of barley We'll forget the sun in his jealous sky As we lie in fields of gold See the west wind move like a lover so Upon the fields of barley Feel her body rise when you kiss her mouth Among the fields of gold I never made promises lightly And there have been some that I've broken But I swear in the days still left We'll walk in fields of gold We'll walk in fields of gold Many years have passed since those summer days Among the fields of barley See the children run as the sun goes down Among the fields of gold You'll remember me when the west wind moves Upon the fields of barley You can tell the sun in his jealous sky When we walked in fields of gold When we walked in fields of gold When we walked in fields of gold
![]() 8月14日 Betty BoopBetty Boop è un celebre personaggio del mondo dell'animazione, nato negli anni '30 dalla fantasia dei prolifici ed irriverenti fratelli Fleischer. La figura di Betty irruppe con una carica erotica imprevedibile nel panorama dell'animazione americana, punteggiata da bambini tondeggianti e animali parlanti. È la tipica flapper, cioè la ragazza alla moda del periodo jazz, irriverente e maliziosamente mascolina. Porta il taglio di capelli più alla moda del periodo, corti e frangiati, indossa un vestitino succinto che lascia scoperte le spalle e la giarrettiera, e pare più che consapevole del suo sex appeal ma era anche fornita di una buona dose di auto-ironia. Ma una figura a tal punto sovversiva non poteva durare a lungo. Dapprima le fu affiancato il clown KoKo, in seguito Bimbo, un cucciolo di cane, e infine Grumpy, un arzillo vecchietto, nel tentativo di stemperare i toni del cartone. Intorno al 1935 le proteste del pubblico conservatore e l'applicazione del Codice Hays costrinsero Betty a dedicarsi alle faccende domestiche e ad accudire animali, sostituendo la storica mise con abiti castigati, e questa fu la sua fine. Abbandonò gli schermi nel 1939. Minnie the Moocher è forse il film più meritevole e famoso di Betty. Narra la storia di una ragazza che scappa di casa e affronta i pericoli della notte. Vediamo la fanciulla tra folle di spettri piena di paura viviamo inquietanti suggestioni e visioni di morte. Il ritorno a casa finale si conforma pienamente alla morale dell'epoca, ma il film resta senza dubbio moderno ed innovativo. Nonostante la sua "prematura scomparsa" dagli schermi cinematografici, il personaggio ha guadagnato stima e valore nel tempo, diventando un vero e proprio mito dell'animazione in tempi successivi, rimanendo celebre fino ai giorni nostri. Una prova è la sua apparizione nel film di Robert Zemeckis Chi ha incastrato Roger Rabbit?, del 1988. ![]() ![]()
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